EDIZIONE 1980 - La prima edizione del “Pegorock” si svolse sabato 11 ottobre 1980 sul palcoscenico del Teatro Comunale di Pegognaga a partire dalle ore 20, e fu subito un grande successo per il pubblico giovane. Si esibirono per quattro ore ininterrottamente gruppi emergenti, ma anche complessi formatesi per l’occasione durante l’estate.Erano anni che non si vedeva così tanta gente al Comunale, nemmeno per gli appuntamenti più ambiziosi ed altisonanti. I giovani, ma anche i meno giovani sono convenuti al teatro di Pegognaga dal paese, dal circondario, dalle province limitrofe e nella massa eterogenea si è subito creato un clima di partecipazione attenta e generosa di applausi.

E’ appena il caso di considerare che il consenso per la musica in generale non è casuale a Pegognaga, verso questo settore infatti si sono coagulati molti interessi giovanili attraverso corsi, concerti ed altre iniziative promosse dalle associazioni laurenziane.

Ad organizzare l’eccezionale evento non erano stati manager o operatori esperti nella comunicazione di massa, ma un gruppo di giovani che si era completamente autogestito facendo leva sullo spontaneismo e sulla passione per la musica moderna.

La serata, patrocinata dalla Biblioteca comunale, fu aperta dal duo vocale “Me e te”, da “Neil Ram” alias Carlo Ramelli che ha eseguito pezzi pop, seguito dal gruppo “Airjech” guidato da Marco Pirozzi che ha presentato tre pezzi strumentali propri. Accolti da calorosi applausi e manifestazioni di entusiasmo si sono poi esibiti i gruppi: “ Trio Metropolis” che ha cercato di rappresentare con la suggestione della musica momenti di vita nelle città, “Mosaico” di Suzzara e con Alberto Benati di Pegognaga che hanno eseguito pezzi rock propri, “Roberto” alias Roberto Tini che ha presentato tre pezzi autocomposti, “R. Four” ossia Roberto Caramaschi, Roberto Bergamaschi, Roberto Belladelli, Ramon, e “Three free” alias Susi Paraluppi, Lorenza Galafassi e Gianni Corti che hanno proposto un ampio repertorio di brani rock e pop strumentali e vocali, “Bob Guthrie” con due pezzi pop-song alla chitarra, “Ginar Gelo” dei fratelli Mancinelli che ha eseguito un rock duro, “Darnà” formato da Mario Verona, Tiziano Bellesia, Massimo Moretti, Stefano Ugoni, che hanno fatto tre pezzi di musica visiva e “Massimo” che ha recitato una sua poesia.

Durante l’esibizione del gruppo “Darnà”, allo scopo di divertire e stupire il pubblico, sul palcoscenico erano state portate tre galline vive tenute al guinzaglio. Terminata l’esecuzione dei brani in programma, il pubblico delle prime file della platea fu investito dal lancio di numerose zampe di gallina.

EDIZIONE 1981 - Dopo la positiva esperienza del primo anno, la manifestazione si consolidò negli anni successivi migliorando l’aspetto organizzativo e la qualità dei gruppi partecipanti, anche se erano in molti nell’ambiente giovanile del paese a temere che non si potesse più ripetere lo straordinario successo dell’edizione 1980. Gli stessi organizzatori per scaramanzia avevano realizzato un manifesto pubblicitario dell’evento listato a lutto per richiamare “l’irripetibilità” della manifestazione:

“E’ tornato all’affetto dei sui fans il Pegorock ‘81, ne danno il felice annuncio i seguenti gruppi locali: Lëngua, Pink Ladies, Mosaico, Carlo Ramelli, Ginar Gelo, Roberto Tini, Varianta Band, Ma..., AirJeck. Si ringraziano tutti coloro che parteciperanno alla mesta cerimonia”.

L’esibizione spettacolo degli stessi gruppi ebbe luogo sabato 10 ottobre 1981 a partire dalle ore 20 nel Teatro Comunale di Pegognaga con ingresso gratuito. L’organizzazione fu ancora una volta a carico dei gruppi musicali che si avvalsero della collaborazione della Biblioteca comunale – Centro di Cultura “Livia Bottardi Milani”.

La serata ebbe inizio in modo estremamente emozionante ed originale, nel buio totale della sala e mentre si alzava il sipario del Comunale, fu improvvisato un mesto funerale con tanto di cassa da morto portata a spalla e contenente una chitarra, mentre un prolungato suono di campane da cerimonia funebre accolse il numeroso pubblico.

Il corteo funebre attraversò tutta la platea teatrale fra nuvole di incenso, mentre nel contempo Massimo Moretti recitava l’immortale poesia “Infinito” di Giacomo Leopardi. Arrivata sul palcoscenico la bara fu aperta, mentre un suono di chitarra pervase gli spettatori, il tutto per simboleggiare la liberazione della musica e l’inizio della serata.

I timori degli organizzatori sul successo della rassegna-concerto rispetto al grado di accoglienza e alla capacità di coinvolgimento delle giovani generazioni, furono ben presto smentiti e la sensibilità per il raduno musicale fu ancora una volta confermato.

Il prof. Alfredo Calendi in un articolo pubblicato sulla “Gazzetta di Mantova” del 29 ottobre 1981, scriveva: “L’affluenza senz’altro record del pubblico ha superato in certi momenti la ricettività del glorioso teatro Comunale ed ha suscitato nei meno giovani sopiti ricordi di entusiasmi popolari ormai lontani. La manifestazione patrocinata dalla biblioteca comunale, è stata interamente autogestita da un gruppo di giovani con impegno e competenza.

Il livello tecnico musicale è da considerarsi buono, a testimonianza di una preparazione da parte di tutti che ormai è molto di più della semplice passione. Ad iniziare lo spettacolo, che si è svolto praticamente senza soluzione di continuità, è stato un gruppo debuttante, i “Lëngua” un complesso di 5 elementi che ha ampiamente superato il ‘battesimo del fuoco’ con brani di propria composizione.

Molta curiosità e simpatia hanno suscitato le ‘Pink Ladies’, un gruppo interamente femminile, pure debuttante, che si è affidato al revival di alcuni brani di successo come ‘Michelle’, ‘Heartache e ‘Lotta Lova’. Con i ‘Mosaico’ invece si è entrati nella dimensione travolgente del rock duro, ripreso in forme diverse anche dai ‘Ginar Gelo’ che non sembrano scontare il frequente cambio di formazione e dagli incontenibili ‘Airjeck’, autori di un brano della durata record di oltre 30 minuti.

Sorte diversa invece per i solisti: sfortunata è stata l’esibizione di Carlo Ramelli, incappato in un incidente tecnico ed in una difficile messa a punto della strumentazione per cui non ha potuto confermare la pur già nota preparazione musicale, mentre Roberto Tini è riuscito a ‘trascinare’ il pubblico con un blues molto orecchiabile.

Il gruppo ‘Varianta Band’ ha rappresentato la sintesi fra le diverse generazioni musicali e si è dimostrato una formazione completa e ormai matura. Assolutamente originale è stata infine l’esibizione denominata ‘Ma...’ interpretata da Massimo Moretti con la collaborazione di Marco Pirozzi. Si è trattato di un difficile e coraggioso tentativo di sintesi fra musica e poesia, nella sofferta ricerca di significato e autenticità dell’esibirsi, il tutto discretamente recepito da un pubblico indubbiamente sorpreso”.

EDIZIONE 1982 - Ben 14 gruppi con differenti matrici ed influenze ritmiche, si sono esibiti nel corso delle due giornate del “Pegorock ’82”, facendo registrare un ampio consenso della critica ed un grande coinvolgimento del pubblico. La terza edizione della manifestazione musicale ebbe una grande risonanza ed un eccezionale richiamo, grazie ad una formula originale che non risentiva di alcun logoramento del tempo.

Nelle prime edizioni il “Pegorock” era infatti riservato ai gruppi locali, ma per questa edizione l’adesione dei gruppi partecipanti è venuta anche da parte di formazioni di altri paesi del mantovano e delle province viciniori. Questo fatto ha costretto gli organizzatori a protrarre la manifestazione per due serate e un pomeriggio, tuttavia l’iniziativa mantenne ancora una volta la connotazione dell’autogestione con il solo apporto organizzativo ed in parte finanziario della Biblioteca comunale. L’impegno organizzativo non fu indifferente e per oltre un mese il gruppo di giovani si dedicò interamente ai preparativi con una grande voglia di fare, di costruire qualcosa ritenuto importante anche aldilà del fatto puramente musicale. L’enorme affluenza di pubblico alla manifestazione, è stata la testimonianza della genuinità dello spettacolo, offrendo grosse proporzioni ad un successo che molte altre rassegne, strutturalmente ed economicamente ben più solide, non sono mai state in grado di eguagliare. Nella recensione dell’evento musicale, pubblicato sulla Gazzetta di Mantova il 3 novembre 1982, Massimo Moretti affermava: “E’ stato soprattutto un momento di festa per chi suonava, per chi applaudiva, per chi voleva ascoltare, parlare, esprimersi in qualche modo.Tutto questo facilitato anche dall’ingresso gratuito, ma non certamente sufficiente a richiamare tanta gente da fuori. Fin dall’inizio si è avuto sentore di quest’aria di festa con l’ingresso di Livio Giometto nelle vesti di presentatore e che ha avuto il pregio di rompere subito la tensione in sala e soprattutto sul palco. Per quanto riguarda i gruppi si è passati dai ritmi funky dei “Withe Camel Band”, dal rock duro dei “Trip” e dei “Cambodia a toc”, a brani di intensa emotività dei “Varianta Band”, dal jazz-rock di “Stampa d’Epoca” ai ritmi melodici di “Arteme” e di “Aleph”, alla new wave degli “Airjeck”, degli “RH Negativo”, dei “T.A.M.”, dei “G.N.C.”, dei “Dorian Gray”, al rock demenziale degli “Stinky”, dalla proposta poetica di Massimo Moretti al country-rock di “The Band” e “Tizy and Bengy”, alle composizioni dei “Lëngua” e dei “Mosaico”, sino ai ritmi african degli “Io e Lui”. Il tutto intervallato da quattro pezzi teatrali che cercavano di esprimere l’interiore umano attraverso una serie di simboli reali e surreali. L’organizzazione è costata tempo e volontà, nonché il superamento di non poche difficoltà burocratiche, regista ed animatore è stato ancora una volta Mario Verona”.

EDIZIONE 1983 - Nei mesi successivi e in vista dell’edizione del “Pegorock 1983”, il gruppo organizzatore si mobilitò per mettere in campo una manifestazione completamente rinnovata e non più nel contenitore Teatro Comunale, che si era dimostrato inadeguato rispetto al numero degli spettatori partecipanti.

Nell’edizione dell’83, il Pegorock registrò la partecipazione di 27 gruppi, durò 3 giorni e fu tenuto all’aperto nell’area compresa fra il Teatro e il Campo sportivo, in quanto il Teatro non era più in grado di ospitare una manifestazione con tanto pubblico.

Rispetto alle prime edizioni, che si erano svolte durante la stagione autunnale, la manifestazione fu anticipata all’inizio dell’estate, precisamente la prima serata all’aperto si svolse giovedì 23 giugno ’82, seguito dal venerdì 24, mentre la kermesse dei gruppi rockettari mantovani, ferraresi e cremonesi si concluse nel pomeriggio di sabato 25 giugno.

La formula della manifestazione, pensata dagli organizzatori e ancora diretta dal compianto Mario Verona, era sempre la stessa ma notevolmente potenziata sul versante organizzativo. Le maggiori novità dell’happening musicale, furono il notevole sforzo preparatorio da parte della ventina giovani coinvolti nell’allestimento, i ventisette complessi presenti e il contenitore al chiaro di luna, ubicato nell’area adiacente al campo sportivo con strutture create per l’occasione. Ancora maggiore, rispetto al passato, fu il rischio e lo sforzo economico dell’edizione ’83 del Pegorock, appena mitigato dal contributo e dal patrocinio offerto dalla Biblioteca comunale. L’unica fonte di introito, dato che l’ingresso era gratuito, furono la vendita degli adesivi e delle bevande.

La prima serata, aperta da un piano bar, vide coinvolti in successione i gruppi: “The Band”, “Naja Tripudians”, “Decimo Assioma”, “Demodè”, “Terza Pagina”, “Massimo” e “ZSA ZSA Gabor”. Nella serata di venerdì 24 giugno dalle ore 21 alle 24, si esibirono sul palcoscenico “Scouts Spirit”, “Mosaico”, “Dorian Gray”, “Artheme”, “Stinky”, “Shochausen Band” e “Ginar Gelo”. Nella giornata di sabato 25 giugno, il programma ebbe inizio alle ore 17 e sulla scena si esibirono “Antiband”, “Cà dios”, “Challenger”, “Monoxide”, “Komsoiscaja Pravda”, “Aleph”, “Darkness”, “Avanti Savoia”, “White Camel Band”, “Varianta Band”, “Massimo”, “Rh Negativo” e “Airjeck”.

Nota di colore fra le tante cose di folclore di questa prima edizione all’aperto del Pegorock, fu la necessità da parte dei giovani organizzatori di attivare turni di guardia notturna agli impianti e alla strumentazione sul palco. Furono quattro notti indimenticabili passate insieme, all’insegna del divertimento e della totale aggregazione, improntate alla comunione d’intenti, all’invenzione e alla sperimentazione di ogni forma di passatempo.

EDIZIONE 1984 - Con il Pegorock 1984 si registrò un cambio al vertice dell’organizzazione, che sino ad allora era formato da Mario Verona, Massimo Moretti e Eugenio Mancinelli. Ad essi subentrò nella regia generale della manifestazione musicale un triunvirato formato da Marco Pirozzi, Roberto Tini e Vanni Ponchiroli, i quali di mobilitarono per allestire un’edizione ancora più significativa delle precedenti.

Il successo e il consenso delle passate edizioni, convinse gli organizzatori ad osare ulteriormente sul versante del palinsesto dei gruppi musicali e dell’esposizione economica. Al fine di potenziare la manifestazione, renderla sempre più coinvolgente per il numeroso pubblico amante del rock e per migliorare la qualità dell’evento spettacolare, fu deciso di noleggiare un impianto di amplificazione sonora molto costoso, confidando nel recupero finanziario delle spese con la vendita di birra e panini.

Anche la vendita di adesivi e magliette, nell’ambito dei tre giorni rock organizzati all’aperto sulla piattaforma di fianco al teatro comunale, non fu sufficiente a coprire le spese effettuate.

Per ripianare il buco economico, i dirigenti del Pegorock in collaborazione con il Circolo Arci Casbah, organizzarono una serata musicale al Calipso di Bondanello.

Le difficoltà economiche ed organizzative registrate nell’edizione dell’84 e la minore disponibilità dei pionieri del Pegorock al notevole impegno che comportava la “Tre giorni rock” pegognaghese, produssero nel 1985 una manifestazione spettacolare che, pur ricalcando la formula dell’happening musicale, avesse anche i connotati della satira e della provocazione.

Si concretizzò in tal modo, sotto l’abile regia di Mario Verona e dei suoi collaboratori, l’idea di un Pegorock aperto a tutti i gruppi locali e non solo ai complessi ormai affermati ed extramuros, nacque così “Pegorun e Brock”.

EDIZIONE 1985 - l 6 dicembre ‘85, il Teatro Comunale ospitò pertanto un evento musicale che rimase unico nel suo genere, un Pegorock dissacrante, uno spettacolo condito da esecuzioni musicali ruspanti, scenette, lazzi e travestimenti, che divertirono il pubblico.

Per creare un momento di divertimento collettivo e per stupire il pubblico, gli organizzatori avevano predisposto un “pannello-quadro”, dove erano stati incollati i resti di una lauta cena a base di salumi vari e vino, che fu poi esposto nel foyer del teatro.

Con l’obiettivo di potenziare l’attesa per l’ultimo gruppo in concerto, anche per questo spettacolo improntato alla più totale dissacrazione, gli organizzatori inventarono scenette e gags esilaranti tra una esibizione e l’altra come quella realizzata durante l’esibizione del gruppo “Progetto Borok”, consistente nella cottura sul palco e successiva distribuzione di cappelletti asciutti e lambrusco a tutti gli spettatori, che ovviamente mostrarono di gradire la sorpresa gastronomica.

EDIZIONE 1987 - Il mito consolidato del Pegorock e la “passionaccia rocchettara” di tanti giovani pegognaghesi, risorse dalle ceneri come novella “Fenice” dando luogo, nel luglio del 1987, alla settima edizione della rassegna musicale dei gruppi rock emergenti. Il rilancio dell’iniziativa fu connotato sul piano organizzativo da molte novità: il passaggio generazionale, il contenitore parco Florida, il periodo estivo e l’organismo promotore.

Il gruppo storico autogestito di rampolli pegognaghesi, nei primi anni ‘80 quasi tutti studenti, fu sostituito da altri giovani organizzatori, armati di tanto entusiasmo, voglia di fare e volontà di impegnarsi in una impresa non facile.

L’idea di riproporre all’attenzione del mondo giovanile mantovano e delle provincie limitrofe il “Pegorock ‘87”, ebbe origine all’interno della programmazione delle attività del Centro di Aggregazione Giovanile “Atzè” di Pegognaga, sorto nel 1985 per volontà dell’Amministrazione comunale nella sede di via Roma.

“Il Pegorock è stata una manifestazione voluta dai giovani – ha sostenuto Maria Teresa Pavarina, educatrice del Centro di Aggregazione dal 1986 al ’94 – ed utilizzato dall’istituzione per realizzare un progetto educativo più generale che riguardava il lavoro di gruppo, imparare a rapportarsi con le istituzioni locali, mettersi in gioco gratuitamente per una iniziativa di interesse sociale per la comunità.

Il Centro “Atzè” è stato non solo un punto di riferimento per i giovani di Pegognaga e un’occasione di aggregazione, ma anche una fucina di proposte di coinvolgimento, di attività operative e di produzione culturale per una fascia di giovani emarginati e con problemi sociali.

Il coinvolgimento del gruppo di giovani che frequentavano il Centro “Atzè”, aveva una logica di animazione e di prevenzione, favorendo l’investimento delle prorompenti energie giovanili e nel contempo mantenere vivo un interesse culturale per una manifestazione che aveva segnato un’epoca.

All’interno del C.A.G. – ha ribadito l’educatrice Pavarina – si iniziava a parlare di Pegorock nell’autunno di ogni anno per promuovere al meglio la rassegna dell’anno successivo. Al centro dell’organizzazione c’era il gruppo di giovani che frequentava abitualmente il Centro, al quale si aggiungevano altri ragazzi per questo interesse specifico.

Nel gruppo promotore si individuavano diverse aree di intervento, dove ogni ragazzo si collocava secondo i propri interessi e le proprie capacità. Ad esempio il gruppo che si occupava dell’aspetto grafico-pubblicitario del Pegorock, si riuniva autonomamente, faceva varie proposte di logo che poi venivano vagliate, discusse e scelte tutti insieme.

Gli aspetti generali dell’organizzazione della kermesse musicale, venivano seguiti da tutti sotto il coordinamento dell’educatrice. Occorre ricordare che nella fase di realizzazione il Pegorock coinvolgeva non meno di 40 ragazzi che a turno si occupavano di allestimento palco, aiuto ai service degli impianti di amplificazione, ingresso, cassa, bar, pulizia e riordino del parco Florida”.

Tutte le edizioni del Nuovo Pegorock dal 1987 al ’92, furono organizzate e promosse dal Centro di Aggregazione Giovanile “Atzè”, con il contributo economico dell’Amministrazione comunale di Pegognaga ed altri fondi derivanti dalle iniziative autonome promosse dal Centro di Aggregazione.

La prima edizione del Pegorock targato “Atzè”, ebbe luogo al parco Florida nelle serate di giovedi 21, venerdì 22 e sabato 23 luglio 1987, dopo che il gruppo promotore aveva selezionato nei mesi precedenti, i complessi partecipanti attraverso l’ascolto di audiocassette autoprodotte dai gruppi.

Alla “Tre giorni rock” hanno partecipato, nelle prime due serate, gruppi provenienti dalle province di Modena, Bologna e Reggio, zone queste dove secondo le riviste musicali più autorevoli veniva proposta la migliore musica rock italiana.

Nell’ultima serata si sono esibiti i complessi “Mito”, gli “F106” di Reggio e alcune formazioni locali tra i quali il gruppo “Monoxide”, reduce dall’apparizione televisiva a Video-music e che daranno poi luogo al famoso complesso dei “Ridillo”.

L’edizione dell’87 e la nuova gestione del Pegorock, fu al centro di un vivace dibattito all’interno del pianeta giovani pegognaghese ed inevitabile fu il confronto fra la formula storica della rassegna rock e le modalità organizzative introdotte dal Centro “Atzè”.

Di questo dibattito nel paese si fece interprete e strumento socializzante, il periodico della Biblioteca comunale di Pegognaga “Segnali di Fumo”, che nel numero di agosto 1987 diede spazio ad una tavola rotonda fra i protagonisti del Pegorock, un serrato confronto e un simpatico faccia a faccia fra i pionieri e i nuovi organizzatori.

Nell’articolo dal titolo “Il Pegorock più bello è stato il mio!”, redatto a quattro mani da Alfredo Calendi e Marco Pirozzi, si legge fra l’altro: “...Gli organizzatori dei primi Pegorock trasferirono nella musica, consumata attraverso i media e poi personalizzata, la loro ansia di cambiare la ferrea logica piccola-borghese di una Pegognaga lanciata a rotta di collo verso il benessere e neanche scossa più di tanto dalla contestazione post-sessantottina.

Nel paese tutti i grandi spunti si annacquano nel mare quotidiano e sollevano qualche lieve increspatura per ricomporsi in lunghissimi periodi di bonaccia.

Eppure a Pegognaga, dove impera un associazionismo capillare, ufficiale o selvaggio, è considerata nel circondario paese vivace, originale, dove le idee prendono corpo e dove qualcuno le realizza. Poi magari questo qualcuno diventa adulto e lascia il posto a qualcun altro e la storia si ripete.

- Voi mettere quando organizzavamo noi, io, Mori e Moretti, senza soldi, quando abbiamo iniziato in teatro con i gruppi in concerto nell’ambito del Festival dell’Avanti e poi in seguito siamo riusciti a far suonare 40 complessi, senza mai far pagare, finanziandoci con gli adesivi e un piccolo contributo della Biblioteca – attaccò Mario Verona neolaureato e oppresso dai ricordi.

Non è possibile fare una graduatoria, perché diverse erano le circostanze e poi sono state tutte belle, meravigliose – un pò giustificava Roberto Tini, che si sentiva più blues-man che organizzatore ma che non amava confronti sfavorevoli.

- E’ inutile che vi vantiate tanto, siete un pò rammolliti e abbiamo dovuto rinnovare tutto, altrimenti addio Pegorock - interviene spavaldo Orlandini, leader del nuovo gruppo organizzatore. Era bella l’idea, era il tempo per i prezzi politici e quindi senza far pagare avevate il pieno, noi organizzando le tre serate con un biglietto d’ingresso ci siamo saltati fuori senza debiti – sottolineò il responsabile di questa nuova edizione Claudio Pavesi.

- Perchè Moretti adesso ha cambiato i suoi interessi, altrimenti... ma vuoi mettere dieci anni fa, lo spirito propria di magnarün, l’amicizia, quel pizzico di trasgressione, di novità in questo paese sempre uguale – riprese Verona infervorito e forte dei successi passati.

- Però se non ci fossimo stati noi, i “suonatori”, gli AirJeck, i Varianta con i fans e gli amici, volevo vedere che manifestazione del cavolo mettevate in piedi, al massimo come quella di Gazzuolo che con tanti soldi e sponsor non è mai stata amata come la nostra! - azzardò sornione Marco Pirozzi, spalleggiato da Daniele Benati, che solo in seguito era passato da protagonista ad organizzatore.

- La formula è vecchia, è nata i primi anni ’80, oggi la gente trova il rock o spettacoli aggregativi simili in mille salse ed in mille situazioni diverse; è ora di cambiare e trovare una nuova formula per non rischiare di far morire tutto! - continuò a sostenere Alberto Benati che aveva cominciato l’organizzazione di un’operazione molto grossa addirittura spalleggiato da grossi nomi di Milano.

- La cosa non era riuscita forse solo per lasciare spazio a far fare un’esperienza ai nuovi giovani! - continuò Alberto con la speranza che il cambio di gestione non incartasse la fama conquistata in questi anni da Pegorock. Ma non era solo rock e platea per i musicisti, figurati che suonavo anch’io, ti ricordi che una volta ha presentato Giometto, e poi c’erano i pezzi di Moretti nostro autentico poeta, c’era spazio anche per lui e c’è stato anche ‘Pegorun e Brock”, il teatro pieno e poi ci sono le videocassette in biblioteca, non stò mica raccontando balle - riprese con forza Verona che non voleva certo mollare il pallino e sentiva di avere ancora tanti argomenti in serbo... Era in verità una discussione un pò oziosa, perché non si trattava tanto di attribuire torti o ragioni quanto di rivisitare una memoria collettiva diversa solo per le angolature, i particolari almeno per quel tanto che uno poteva riconoscersi e rispolverare un moto di nostalgia”

EDIZIONI 1988-1989 - Ma riprendiamo la cronaca degli aventi musicali legati alla rassegna rock pegognaghese, che continuò ad essere organizzata e gestita, anche nel luglio del 1988, sotto l’egida del Centro di Aggregazione Giovanile “Atzè”.

La nona edizione del Pegorock ebbe luogo nelle serate del 21, 22 e 23 luglio del 1989 al parco Florida di Pegognaga, dopo mesi di preparazione e notevoli sforzi organizzativi da parte del C.A.G. di via Roma. Fatta eccezione del gruppo dei “Dreamers” di origine laurenziana, tutti gli altri complessi invitati a partecipare all’evento musicale, provenivano dai paesi o dalle province limitrofe.

Nella serata di venerdì 21 luglio nella splendida cornice verde del “Florida”, si esibirono a partire dalle ore 21 i gruppi “Pennywort”, “G.P.L.” “Addict Solution” e “Fase Out”. Il sabato 22 si proposero all’attenzione del pubblico giovani proveniente da tutta la zona, i complessi “Shout in Devils”, “Heil Junkerss”, “Havock & Something Weird”, “Ipotesi Volante” e “Blaster”.

Nell’ultima serata del Pegorock ’89, si esibirono il gruppi “Dr. Zoom and the Sonic Boom”, “Quasar”, “Back Fire”, “Dreamers” e “”Mi Stressi”.